Combinazioni alimentari

Nell’alimentazione è importante fare attenzione alla quantità dei cibi e alla loro varietà, ma anche alle combinazioni alimentari. Mangiare molti cibi diversi nel corso dello stesso pasto infatti può provocare problemi digestivi come acidità di stomaco, gonfiore, senso di pesantezza o eccessiva sonnolenza e allungare i tempi della digestione.

La dieta ottimale vedrebbe la presenza di tutti i gruppi alimentari nello stesso pasto, ma lo stile di vita moderno, prevalentemente sedentario, il basso tasso di attività fisica e la propensione verso un’alimentazione poco equilibrata e monotona che ci vede spesso in pausa pranzo costretti a scegliere tra proposte poco salutari e poco varie, porta a consigliare la divisione dell’assunzione dei gruppi alimentari.

Esiste anche un altro fattore da considerare; la digestione è l’operazione che porta a trasformare il cibo che noi ingeriamo, in sostanze facilmente assimilabili.

La digestione

Questa operazione è svolta da numerosi enzimi che operano in diversi tratti del nostro apparato digerente, in differenti ambienti con diversa temperatura e acidità. Alcuni di questi enzimi necessitano di ambiente fortemente acido, altri agiscono meglio a pH neutro.

Se ingeriamo nello stesso pasto alimenti che richiedono l’utilizzo di svariati enzimi, inevitabilmente allungheremo i tempi di digestione, compromettendo anche l’assorbimento di alcuni nutrienti.

Ma cosa fanno esattamente gli enzimi?

In pratica gli enzimi sono deputati alla “digestione” delle molecole più grandi ovvero le sminuzzano agevolando quelli che saranno i passaggi successivi di assorbimento delle molecole più piccole.

La digestione dei carboidrati complessi ad esempio, inizia in bocca, ad opera dell’enzima ptialina che trasforma i polisaccaridi in monosaccaridi (carboidrati complessi in glucidi semplici), se ci facciamo caso infatti, ad esempio, quando mastichiamo il pane, dopo un po’ sentiamo in bocca un sapore dolciastro caratteristico dello zucchero.

Scendendo lungo il canale digerente, troviamo la pepsina enzima deputato alla digestione delle proteine che vengono scisse in aminoacidi piccoli mattoncini che formano le proteine.

Nel duodeno, il primo tratto dell’intestino, viene ultimata la digestione di proteine, carboidrati e grassi grazie all’enzima amilopsina (che completa la digestione degli amidi), alla tripsina ( che completa la digestione delle proteine),  e alla lipasi pancreatica (che scinde i trigliceridi in glicerolo e acidi grassi).

Le combinazioni di cibi da evitare in uno stesso pasto sono poche e facili da ricordare:

  • E’ consigliabile evitare l’associazione di diversi tipi di proteine nello stesso pasto (carne e latticini, formaggi e uova, pesce e legumi).
  • Carne, pesce e uova sono abbinabili a piccole quantità di patate, utilizzate al posto del pane (come fonte di carboidrati)
  • Cereali e legumi sono altamente digeribili se associati alle verdure.
  • E’ consigliabile evitare l’associazione di diversi tipi di carboidrati (semplici e complessi); la combinazione pasta, pane è ugualmente sconsigliabile, ma se accade, è bene avere l’accortezza di dimezzare le porzioni.
  • Primo piatto e secondo piatto: nel caso di uno stile di vita poco attivo è consigliabile evitare di consumare un pasto completo prediligendo invece un primo piatto accompagnato da verdure o un secondo piatto accompagnato da verdure e da pane preferibilmente integrale.
  • E’ utile imparare ad abbinare correttamente gli alimenti e può essere utile soprattutto capirne i motivi ma è bene anche ricordare l’importanza di non estremizzare le proprie scelte alimentari soprattutto se non si è seguiti da un professionista.

 

Dott.ssa Elettra Terzani

Biologo Nutrizionista